Cari Lettori…

Cari Lettori,

Una dolce malinconia mi accompagna durante la stesura di questo pezzo, infatti quello di Maggio è il numero finale di Voci di Corridoio. L’anno scolastico volge ormai al temine, con tutta la stanchezza e la frustrazione che spesso può aver causato a noi studenti (ma anche ai professori credo!). Ciascuno di noi ha indubbiamente tanti altri ricordi: amicizie e litigi, amori e pianti, serate e risate… Il nostro orizzonte non è solo quello scolastico; è anche vero che cinque giorni su sette li passiamo in questo edificio, perciò fa parte della nostra quotidianità. L’estate implica la rottura della routine, e capisco che sia un enorme sollievo. Ora però vi parlo da persona che sta per lasciare questa scuola, in prospettiva di qualcosa di ignoto; assaporate ogni momento, anche quando vorreste solo urlare e sbattere porte… Sappiate che passerà e andrà meglio! Mi rendo conto anche mentre lo scrivo che è un cliché dirlo, ma è la pura verità. Nel frattempo vivete al massimo delle vostre possibilità perché (che ci crediate o no) questi anni un po’ vi mancheranno! Vi auguriamo una bellissima estate,

Federica Cataldi e la Redazione

Un numero per la libertà

Intere generazioni, nel corso della storia, hanno combattuto e sono morte in nome della libertà. È
quindi doveroso dedicare un numero di Voci di Corridoio a questo argomento, soprattutto data la
vicinanza dell’anniversario della liberazione, il 25 aprile.
Talvolta questa idea così elevata che ne si ha fa sì che essa ci appaia come qualcosa di estraneo
alla nostra quotidianità: speriamo che la lettura degli articoli di questo
mese possano far capire come siano invece tanti gli aspetti che possono essere legati alla libertà.
Federica Cataldi

Per non dimenticare

image1Una tradizione che prosegue dall’ormai lontano 1946; sono passati infatti oltre settant’anni dalla proposta di Alcide De Gasperi, allora presidente del Consiglio di un’Italia più che mai volenterosa di ripartire dalle macerie di un conflitto devastante, di dichiarare il giorno 25 aprile quale “Anniversario della liberazione d’Italia”: “non dimenticare”, è il monito che sentiamo di lanciare qui, oggi.

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